Vi scrivo questo articolo in risposta ad un’amica di rete, che dice amabilmente, e perdonerete l’ironia ad una donna Artemide come me, che ha letto tutto il libro della Bolen e che anche lei sarebbe in grado di fare un Corso sulle “Dee dentro la donna”.
Fin qui niente di male, ma il tono è quello dell’alunno che ha scoperto l’”inghippo”, ha beccato il maestro in flagranza di copia e di utilizzo scorretto di fonti, e gli fa notare il suo disprezzo.…
In realtà, in questo campo, saremmo tutti “copiatori”, e non sfugge la Bolen.
La psicologa Americana, come Hillman, che con lei ha collaborato ne “Gli dei dentro l’uomo”, entrambi psicologi Junghiani e scrittori, ha in effetti” copiato” da Jung stesso, che usa gli archetipi del mito nella ricerca psicoanalitica, anche lui grande” copiatore”, poiché Omero, e tutto il teatro classico Greco si fonda sui grandi Archetipi, tipologie psicologiche e comportamentali degli umani, proiettati dai Greci nell’Olimpo, ma che sono introiettati dentro di noi.
In effetti gli dei Greci sono la struttura archetipica della nostra cultura patriarcale, fanno parte della nostra eredità e dell’ inconscio collettivo della cultura Occidentale.
Noi siamo eredi della speculazione filosofica Greca e dei suoi Archetipi.
La Bolen ha sistematizzato e dato un taglio psicologico a quello che è in qualunque libro di mitologia e anche di Psicologia, se consultate i titoli del settore, e basta citare Jung, Calasso, Campbell, Eliade, in un bel libro tutto sommato di divulgazione.
“Sfortunatamente” di grande divulgazione, dico, poiché ogni persona che vuole trattare gli Archetipi, e quasi tutti gli Astrologi, specie quelli come me che hanno una base di cultura classica, hanno bisogno di farlo, devono fare i conti con la Bolen, e con i sospetti di quelli che hanno letto tutto il suo libro.
Per il mio Corso, che non ha alcuna ambizione di stampa, ma che rientra nell’ambito del programma di conoscenza di Sé su cui tanto insisto, la Bolen, che io cito ripetutamente come fonte, dandone anche la bibliografia, e di cui ho volontariamente conservato il titolo, è solo il punto di partenza.
Poi entrano in gioco l’Astrologia, e altre fonti di conoscenza psicologica, come l’Enneagramma o le categorie bioenergetiche di Lowen, che aiutano a capire perché ci polarizziamo su quel dio o dea, e ne assumiamo il destino.
Che ci aiutano a capire perché gli dei sono tutti preda dei loro “schemi archetipici”, perché sono tutti infelici.
E perché gli dei sono infelici?
Perché sono figli di padri che non li hanno amati e di madri umiliate, e quindi portano con loro ferite emozionali, che difendono con strategie che sono appunto quegli “schemi archetipici”.
Gli dei sono infelici perché non sono mai interi. Corpo, Anima, Pensiero non sono integrati nella psiche.
Nel mondo Olimpico, le tre componenti dell’essere umano corrispondono a tre regni separati, ciascuno con un differente dio sovrano.
La grande Madre è stata spezzata frammentata, Terra, Cielo e il Mondo di Sotto si sono divisi: la frammentarietà rimane nella coscienza come dispersione e mancanza.
E a questo si aggiunge il fatto che gli Olimpici hanno tutti problemi genitoriali.
Le madri sono svalutate, ingoiate, scacciate, tramutate in animali, piante o quant’altro possa servire a sfuggire al rischio di stupri divini, e i padri non amano i figli, che a loro volta non amano i padri. Urano e Saturno, i grandi Archetipi paterni pre-Olimpici, sono stati padri distanti, nemici dei figli, in balia della paura dell’usurpazione, della competizione.
Zeus ne prende il posto, è vero che non ingoia più i figli, ma li discrimina, ne sceglie il modello, porta anche lui i suoi personali difetti alla gestione del Cielo e della Terra.…e che fine hanno fatto Saturno e Urano?
La Bolen non ne parla, ma io credo che non possiamo prescinderne.
Urano è fuggito in dimensioni empiree, ma Saturno, scacciato, dimenticato, è finito nel Tartaro, …un’altra metafora.
Saturno è rimasto con noi, simbolo di un’autorità paterna, maschile, delle sue regole strutturate, che hanno uniformato e infelicitato, generazioni e generazioni di uomini…e pensate alle donne.
Saturno è il vero simbolo, strisciante, del patriarcato.
Saturno è la censura interiore, su cui ha avuto gioco facile l’innescarsi dell’etica della colpa.
Noi siamo figli di Zeus, alla luce del sole, nell’agire…il mito dell’uomo razionale e potente, che “non deve chiedere mai”, e figli di Saturno nelle oscurità dell’inconscio, nel nostro Tartaro interiore.
Lì è annidata l’Ombra Saturnina della paura è ed è un compagno che ci portiamo dalla nascita.
Saturno, Plutone e Marte sono i primi dei che ci posseggono alla nascita – e qui parla Elda.
La Bolen l’abbiamo ormai lasciata nel mito.
Saturno e Marte sono i nostri istinti primari, come definiti da Jung, la paura e l’aggressività, che ci permettono di affrontare la realtà sensoriale, Plutone è il contatto con l’utero profondo della Terra, dove si celano i messaggi inconsci, la stirpe…
Poi entra la Luna… Saturno e Luna, gli archetipi genitoriali, nei primi Centri coscienziali ed energetici del bambino, gli unici Centri karmici in noi.
Qui si gioca molto del destino dell’adulto, poiché le relazioni genitoriali producono quelle ferite, le cui strategie di difesa generano gli schemi archetipici…gli dei dentro di noi.
L’Astrologia, come la psicoanalisi, ci aiuta a scoprire quelle ferite e quegli dei.
L’Astrologia, attraverso i pianeti che portano i nomi, e le caratteristiche intrapsichiche degli dei –che dite amici, i Sumeri, i Babilonesi, i Greci, avranno “copiato” la Bolen?- ci aiutano a scoprire quelle ferite, e le strategie di difesa e i conseguenti comportamenti che sono causa di tanta infelicità.
Le ferite primarie sono scritte nella carta natale. Le leggiamo nelle “ferite” agli dei interiori, i pianeti.
Gli dei interiori devono potersi esprimere secondo i loro diritti, altrimenti ci sentiremo sempre incompleti, e come gli dei, agiremo in modo da rispondere alle nostre ferite, e non al piano divino scelto dalla nostra anima.
Luna, Marte e Venere, ormai lo sapete, ci dicono se sappiamo essere in linea con le emozioni, con il desiderio e le pulsioni, o se li abbiamo repressi, perché possono fare molto male, riportandoci a quella vecchia ferita.
Pianeti mortificati, Saturno, Luna Nera, Plutone, pianeti Retrogradi, Aspetti paralizzanti, ci narrano come nasce una tipologia, e verso quale destino possiamo andare.
L’identificazione di una problematica ci dice anche come risolverlo.
Il Karma non ci lascia mai soli.
Perciò, nel Corso, per ogni dea, vi do le coordinate che la tipizzano, la problematica che la distingue, le dee che deve attivare.
Poi, nella ‘interpretazione personale, leggendo sul vostro tema natale, cerco i punti di blocco, i punti di sofferenza, le origini della ferita.
Cerco come convincere quella dea polarizzata ad ascoltare le dee silenti, cioè le parti di sé negate, ed accoglierle in sé, modificando quello che sembrava un destino…
Questo Corso l’avevo pensato come piccolo dono per voi, soprattutto per chi ha letto il libro della Bolen, nel progetto “Ri-conosciamoci” su cui lavoro da tempo e chi mi legge ormai lo sa.
Anche considerando che sto studiando gli Asteroidi, parti fratte della Grande Madre, che portano i nomi delle dee Olimpiche - anche gli Astronomi hanno copiato la Bolen, prima che scrivesse il suo libro, secondo la nostra amica -, Cerere, Atena, Vesta, Giunone, che io considero nelle interpretazioni, specialmente se sono Retrogradi, quindi portatori di Karma…
Asteroidi su cui penso di scrivere un libro, con il permesso dell’amica in questione.
Certo, nello scrivere questi Corsi, sono allettata dagli astronomici guadagni!
Infatti oltre al lavoro di strutturazione che mi prende giornate intere, dedico alcune ore alla “personalizzazione”, che comprende la stampa, la visione generale di un tema natale, la ricerca delle ferite, o di quant’altro attenga all’argomento, la scrittura della risposta individuale, per la cifra di esattamente 35 Euro che sono ovviamente comprensivi delle spese trattenute dal portale, della ritenuta d’acconto, delle tasse che pago io e che paga la società che gestisce Surjaring…
Forse l’amica che ha letto tutto il libro della Bolen avrebbe dovuto chiamare a sé Atena e la sua mente lucida, che prima di prendere posizioni ha in mano tutti gli argomenti, avrebbe dovuto appellarsi ad Afrodite, che sa considerare l’altro, sa relazionarsi con piacere, sa far sentire a chi ha attorno la benevolenza distaccata che fa fiorire i prati, avrebbe dovuto richiamare a sé Mercurio, che insegna che la comunicazione deve mirare a finalità produttive, e non fare infuriare l’interlocutore…fino a far rispondere con articoli come questo.
Vorrei chiedere all’amica se si riconosce in Artemide… e ricordarle a che cosa porta la sua impulsività competitiva, che viene da una ferita di cui, dispettosamente, non le parlerò.
Che ne dite, amici che mi conoscete? Riconoscete in me anche Artemide, oltre che una specie di Chirone, impartitore di lezioni a cui siete abituati?
Ebbene sei pianeti in Fuoco vogliono dire qualcosa, e un Sole Sagittario e una Luna in Ariete… oltre a qualcosa che marca fortemente la ferita originaria, come da perfetto manuale.
Sto pensando di organizzare anche il Corso sugli Dei interiori, per completare la nostra parte animus, oltre la parte anima, rappresentata dalle dee del femminile.
Poi, un piccolo regalo, Gli accoppiamenti Divini, e mi dispiace che non l’abbia scritto la Bolen, così l’amica non potrà scovare plagi o magagne…
Che ne dite? Fatemi sapere.
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