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Carissimi,
avete mai conosciuto quelle donne che spendono tutte le loro energie sull’immagine di sé, che quando entrano in uno spazio, se ci sono uomini presenti, lo occupano tutto, li guardano come se fossero dei, unici e insostituibili, e tali li fanno sentire, o quelle donne, in genere donne di potere - ed il film "Il Diavolo veste Prada" insegna - che gelano l’atmosfera intorno, ti fanno sentire sulla pelle la distanza e il giudizio, o quelle madri che “danno tutto”, parole loro, avvolgono i figli nella cappa protettiva dell’”amore più grande”, ma che non li lasciano crescere, ne indirizzano i desideri secondo la loro volontà, quelle madri seduttive, ricattatorie nell’intimo, che non permettono il pur naturale distacco, pena il senso di colpa, così sottilmente instillato, come veleno coperto di miele?
Oppure avete riconosciuto quelle donne reattive, che devono avere sempre l’ultima parola, che si accendono come uno zolfanello alla pur minima provocazione, competitive, e alla fine enormemente stancanti, poiché intorno a loro c’è sempre come uno stato di guerra permanente?
Se le avete conosciute, avete incontrato Afrodite-Venere, Atena-Minerva, Demetra, Artemide-Diana, e sono solo una parte delle dee che coesistono nella donna, parti fratte della Grande Madre che ha dovuto dividere tra più dee, per nasconderli alla spada maschile, i suoi poteri una volta unitari.
Se la avete riconosciute, avete incontrato donne che hanno polarizzato in sé i poteri di un’unica dea, quella dominante, senza dare spazio alle altre dee silenziose, che premono per essere riconosciute, con il rischio grandissimo, e ineluttabile, dell’infelicità.
Perché se ci polarizziamo, se ci rifiutiamo di accettare le nostre parti negate, non cresciamo, non ci evolviamo, non conosceremo i nostri volti nascosti, l’interezza dell’esperienza della vita.
Dobbiamo contattare le dee che ci mancano, o non conosceremo mai l’interezza di donne, eredi della Grande Madre.
Non sapremo comprendere le lezioni dei Grandi Transiti dei pianeti del cambiamento, che corrispondono spesso ad età di mutamenti ormonali e psicologici, e che possono rivelarci potentemente e chiaramente le dee nascoste.
Se le accogliamo, avviene in noi una nuova nascita.
Ed è bene essere all’erta, afferrare l’occasione del riconoscimento.
La polarizzazione su un’unica dea che ci rassicura sì, ma ci immobilizza, è pericolosa.
Non sapremo trovare in noi le risorse del cambiamento, della duttilità che porta all’adattamento creativo, quando i grandi Transiti distruggeranno o riveleranno come gusci vuoti i vecchi modelli a cui ci aggrappiamo.
La depressione sarà in agguato, scotto delle dee insoddisfatte.
E se non avremo accolto le dee interiori che ci portano all’interezza, Atena amareggiata nasconderà dietro la raggelante maschera di Medusa le sue sconvolgenti paure esistenziali, che non è attrezzata a fronteggiare, Artemide nasconderà dietro la maschera dell’efficienza attiva un cuore frustrato, Estia permarrà nel suo silenzio che non parlerà più al suo spirito ma che sarà ostile e freddo come le antiche viscere del padre.
Era, Demetra e Persefone perpetueranno la “fissità del ruolo”, ed Era delusa, nella paura o nel rancore dell’abbandono, nutrirà la sua ira, bruciandovi tutte le energie, Demetra non soddisfatta nutrirà la sua insoddisfazione intensificando la sua dipendenza, o il tentativo di rafforzare la codipendenza emotiva nei figli, o metterà in atto tutte la strategie ricattatorie, Persefone non cresciuta, ancora Kore, rimarrà per sempre bambina della mamma e non diventerà mai regina.
Infine Afrodite persisterà nelle sue strategie di risposta ai suoi impulsi immediati, anche quando non avrà più gli strumenti della giovinezza…e la mancata, magica, risposta dell’altro, a cui era abituata, la calerà in un abisso di vuoto e di disperazione.
Ecco, questo è quello che può succedere alle signore che abbiamo incontrato, a tutte noi se ci polarizziamo su un’unica dea.
E allora?
Allora il primo passo è riconoscersi, e comprendere i doni, ma anche i rischi, se un’unica dea ci domina.
Dobbiamo comprendere quali dee ci mancano, e ci servono per avere un’esperienza integrata, per sfuggire ai rischi che ho espresso sopra, nella parte conclusiva del Corso Didattico che vi sto presentando.
Dobbiamo conoscere quali rischi corre ciascuna tipologia psichica, - le dee -, e i Greci ce lo hanno spiegato attraverso il mito.
È bene conoscere quali destini ciascuna dea si è preparata, con il suo comportamento, e usare il dono che gli antichi ci hanno fatto, per schivarlo, ed arricchirlo.
Il Corso Didattico le Dee dentro la Donna, modellato su studi di psicologi Junghiani, ci dà il ritratto di quei rischi, di quei destini, e ci suggerisce come incontrarli e renderli positivi.
Ci dà un’interpretazione astrologica delle dee dentro di noi, il tutto in un modo tutto sommato divertente, con schede di riconoscimento, quasi un gioco, che tuttavia ha entusiasmato i miei amici-alunni psicologi.
Questo è un Corso del programma “Conoscenza di Sé”, che ha come centro vitale, naturalmente, la conoscenza unica ed irrepetibile dell’Oroscopo Karmico, che scava nel profondo, anche oltre il tempo di una vita.
Questo Corso è un piccolo tassello di quel programma, ed è divertente, utile, e aperto a chiunque, anche a chi conosce pochissimo, o niente, l’Astrologia.
Corso di base psicologica, personalizzato perché, con la data di nascita, anche senza orario, segnalerò le caratteristiche che possono confermare l’intuizione che avete avuto, leggendo il Corso e facendo gli esercizi Didattici, sulla vostra o le vostre dee dominanti.
© E.Fossi - Tutti i diritti riservati. È vietato utilizzare questo testo, anche parzialmente, senza autorizzazione.
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