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Ieri, 5 maggio 2002, ho visto nascere gli dei.
Da una terrazza che guardava ad occidente, verso Ischia, Procida, e i Campi Flegrei, sito di antichi dei, ho visto nascere, nel cielo che andava oscurandosi, gli “dei dentro di noi”, gli istinti primari dell’uomo, divenuti archetipi, che gli antichi hanno proiettato nel cielo sotto forme divine.
Per prima, nel limpidissimo cielo cobalto che il Sole aveva appena lasciato, è apparsa Venere, Venere vespertina, una luce improvvisa di diamante, come la pietra che piace alla dea.
Poi, più in alto, bucando la seta azzurra del cielo, è apparsa la luce rossa di Marte, più lontana di come l’abbiamo vista tutto l’anno scorso.
E a sinistra di Venere, quasi contemporaneamente a Marte, è apparso Saturno.
Un triangolo equilatero perfetto, una forma di armonia divina.
Molto più in alto, in asse con Venere, brillava Giove, anche lui apparso d’improvviso, come una luce accesa da mano celeste.
Aspettavo, con ansia perché non l’avevo mai identificato prima, anche Mercurio, di solito scarsamente visibile…e quando è apparso, piccolo punto luminoso dorato, sulle tracce lasciate dal Sole, più in basso di Venere, perfettamente allineato, abbiamo, noi “astrologhe”, cacciato un grido.
“Eccolo, l’araldo del Sole, l’archetipo dello Spirito che lega il Padre, il Sole, alla Materia, sua emanazione!”
Per un po’, nel cielo terso, che ancora portava il ricordo del Sole nelle striature rosseggianti delle nubi, in quel vasto tratto di cielo, astronomicamente ancora Costellazione del Toro, è rimasto a splendere quasi da solo quel magico triangolo, accompagnato da Mercurio e Giove.
Gli archetipi primevi Junghiani della paura (Saturno) , dell’aggressività (Marte) della sessualità come principio di perpetuazione della specie (Venere e Marte), che diventano, evolvendosi, disciplina interiore e prudenza, Saturno, forza di azione mirata, Marte, principio di relazione e d’amore,Venere, illuminati e guidati dalla mente discriminante, Mercurio, in basso, e dalla mente superiore, collegata al divino, Giove, in alto, in asse perfetto…
Un’emozione indicibile, che passava attraverso le passioni della mia mente, emozione che è divenuta esaltazione, quando ho visto, sulla carta del cielo che avevo con me, che la stella di indicibile bellezza, quasi nascosta, ad ovest, tra le fronde profumate di alberi d’arancio, era Sirio la splendente, la stella mitica degli Egiziani e dei Dogon , la stella misteriosa che ha segnato millenni di storia con il suo fuoco blu rutilante di fiamme rosse.
Le mie passioni, Astrologia e Archeologia sacra, che parlavano insieme in un cielo stupendamente bello, che s’inarcava sulla costa degli dei.
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